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Intorno alla metà del Cinquecento si sviluppò il nucleo del paese attorno alla chiesa di S. Antonio . La crescita fu tanto rapida da indurre S. Carlo Borromeo ad ordinare il trasferimento della parrocchia dalla chiesa di S. Martino all'oratorio di S. Antonio. Fu il parroco Gerolamo Ruglerio, verso al fine del XVI secolo che riuscì ad attuare in concreto il trasferimento della sede parrocchiale a S. Antonio, dando inoltre avvio alla costruzione della chiesa.

La costruzione dell’attuale chiesa parrocchiale , dedicata a S. Antonio Abate, prese il via nel 1791. Alla realizzazione dell’edificio, interrotta nel 1793 per motivi economici e ripresa nel 1811, presero parte Clemente Isacchi (al quale si deve il progetto originale) Giuseppe Pollak, Giuseppe Bovara, Simone Cantoni e Pietro Gilardoni.

La chiesa fu consacrata il 26.10.1834 dal Cardinale di Milano, Carlo Gaetano Gaisruck.

Al Bovara si devono, in particolare, la facciata, in puro stile neoclassico e la sistemazione dell’interno; del Bovara è l’altare maggiore che non prevedeva, nella parte superiore, il tempietto del Cristo Redentore. Le otto colonne del tempietto furono ricavate nel 1833 da un masso trovante e furono lavorate dal “marmorino” milanese Pozzi. La statua del Redentore, in marmo di Carrara, è opera dello scultore Benetto Cacciatori.

Ai lati dell’altar maggiore si possono ammirare due grandi affreschi di Raffaele Casnedi: “Mosè e la legge sulla destra” e “Lasciate che i pargoli vengano a me” sulla sinistra. Il secondo affresco(1866) fu ispirato all’apertura del nuovo asilo infantile; l’autore inserì nell’affresco il suo autoritratto nelle vesti di San Pietro che allontana i bambini e il ritratto della signora Luigia Verza Gavazzi, benefattrice dell’asilo.

L’affresco della volta, con la rappresentazione dell’Apocalisse, e i quattro pennacchi laterali con le quattro virtù cardinali, furono dipinti da Luigi Sabatelli tra il 1836 ed il 1845.

Nell’altare del Crocifisso si può ammirare il Cristo Morente, opera di Mosè Bianchi che lo dipinse nel 1879; è considerata una delle opere migliori del pittore monzese.

Il Quadro dell’Assunta, sull’altare della Madonna, è invece opera di Giuseppe Bertini che si ispirò all’Assunta del Murillo. Va ricordato infine il quadro della Crocifissione che rappresenta il Crocifisso con la Vergine e san Giovanni, è attribuito a Paolo Lomazzo o alla sua scuola (XVI sec.).

L’attuale campanile, che raggiunge alla cima della croce i 90 metri, venne edificato negli anni 1926-30.